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sabato 14 marzo 2015

Picasso e l'arte primitiva | Forme concrete e forme astratte

Fin dalle origini, dai primitivi, le cui opere sono evidentemente diverse dalla natura, sino ad artisti come David, Ingres, e persino Bougereau, che credevano di dipingere la natura com'è, l'arte è sempre stata arte e non natura. E dal punto di vista dell'arte non ci sono forme concrete o astratte, ma solamente forme, le quali non sono che bugie convincenti. È fuor di dubbio che queste bugie sono necessarie alla parte mentale di noi stessi, perché è attraverso di esse che noi formiamo il nostro punto di vista estetico sulla vita.
Il cubismo non è differente da nessun'altra scuola di pittura. Gli stessi principi e gli stessi elementi sono comuni a tutte. Il fatto che per molto tempo il cubismo non sia stato capito e che anche oggi ci sia della gente che non riesce a vederlo, non significa nulla. Io non so leggere l'inglese. Un libro inglese è un libro bianco per me. Questo però non vuol dire che la lingua inglese non esista. Perché dovrei rimproverare qualcuno, fuorché me stesso, se non riesco a capire quello di cui non so nulla?
Pablo Picasso
Pablo Picasso

mercoledì 7 novembre 2012

Giulio Carlo Argan - Henri Matisse: plastica e colore costruttivo | Mark Rothko

Al di là della sintesi operata da Cézanne v’era una sola possibilità: risolvere il dualismo di sensazione (il colore) e di costruzione (la forma plastica, il volume, lo spazio) potenziando la costruttività intrinseca  del colore. Il principale obiettivo della ricerca era dunque la funzione plastico - costruttiva del colore, inteso come elemento strutturale della visione.
Giulio Carlo Argan

Mark Rothko

giovedì 12 aprile 2012

Henri Focillon - Estetica dei visionari | Murales 2010

I visionari formano un ordine a parte, singolare, confuso, in cui prendono posto artisti di talento molto diverso e forse anche d'ingegno ineguale. Talvolta fanno apparire quanto di più ardito e libero caratterizza la genialità creatrice, una forza profetica tutta concentrata sui domini più misteriosi dell'umana fantasia, gli effetti infine di un'ottica speciale che altera profondamente la luce, le proporzioni e persino la densità del mondo sensibile. Li si direbbe a disagio nei limiti dello spazio e del tempo. Interpretano più che imitare, e trasfigurano più che interpretare. Non si contentano del nostro universo, e mentre lo studio delle forme che vi si trovano soddisfa la maggior parte degli artisti, per costoro invece lo studio formale non è che una cornice provvisoria o, se vogliamo, un punto di partenza.
Henri Focillon - Estetica dei visionari
 
Murales 2010, acrilici su muro - Gianluca Salvati