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mercoledì 13 febbraio 2013

Milan Kundera e Cartesio - Quel coniglio di Piero Golia

Già nella Genesi, Dio aveva affidato all'uomo il dominio sugli animali, ma possiamo anche intendere che quel dominio gli è stato dato solo in prestito. L'uomo non era il padrone ma soltanto l'amministratore del pianeta e un giorno dovrà render conto della sua gestione. Descartes compì un decisivo passo in avanti: fece dell'uomo il “signore e padrone della natura”. E c'è di sicuro una profonda correlazione nel fatto che sia stato proprio lui a negare categoricamente un'anima agli animali: l'uomo è padrone e signore, mentre l'animale – dice Descartes – non è che un automa, un meccanismo animato, una “machina animata”. Se un animale si lamenta, quello non è un lamento ma solo il cigolio di un congegno che funziona male. Se la ruota di un carro stride, non vuol dire che il carretto soffre, vuol dire che non è oliato. Allo stesso modo dobbiamo intendere il pianto di un animale e non dobbiamo rattristarci per un cane se in un laboratorio sperimentale lo fanno a pezzi ancora vivo.
L'insostenibile leggerezza dell'essere, Milan Kundera

Quel coniglio di Piero Golia, 1997 - Accademia di Belle Arti di Napoli - foto Gianluca Salvati

domenica 23 settembre 2012

Albert Camus, il pensiero | Nuvole, omaggio a Lucia Veronesi

Dobbiamo giustificarci di essere inutili e, allo stesso tempo, di servire, con la nostra stessa inutilità, cause spregevoli. […]  Ma abbiamo scoperto questo: ci sono uomini che non possono essere persuasi. […] Chi vuole dominare è sordo. E voler dominare qualcuno o qualcosa significa augurargli sterilità, silenzio e morte. […] Per vocazione (gli artisti) sono condannati a comprendere anche ciò che è ostile nei loro confronti.
[…]  D’altronde, è in questa posizione difficile, proprio per la sua scomodità, che sta la loro grandezza. […] Riconosceranno che la loro vocazione più profonda è difendere fino in fondo il diritto dei loro avversari a non essere d’accordo con loro. Proclameranno che è meglio sbagliarsi senza uccidere nessuno che avere ragione nel silenzio e negli ossari.

sabato 18 agosto 2012

Fight the fucking power! | Una massima di Gandhi

Clandestino:"What about the fucking human rights?"  
La violenza non può essere lecita nel senso che io intendo, ossia non rispetto alla legge fatta dall’uomo ma rispetto alla legge fatta dalla natura per l’uomo.
Tuttavia, sebbene la violenza non sia lecita, quando viene usata per autodifesa o a protezione degli indifesi essa è un atto di coraggio, di gran lunga migliore della codarda sottomissione.
Quest’ultima non reca beneficio a nessun uomo e a nessuna donna.
Nella violenza esistono molti gradi e varietà di coraggio. Ciascun uomo deve saperli giudicare da solo. Nessun altro può farlo o ha il diritto di farlo al suo posto.
 

Mohandas Karamchand Gandhi