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domenica 29 marzo 2015

Pablo Picasso e il ritratto: percorsi d'arte

Quando si parte da un ritratto e si cerca, per eliminazioni successive, di trovare la forma pura, il volume netto e senza accidenti, si arriva fatalmente all'uovo.
Così pure, partendo dall'uovo, si può arrivare, seguendo il cammino e lo scopo opposti, al ritratto. Ma l'arte, credo, sfugge a questo cammino troppo semplice, che consiste nell'anda­re da un estremo all'altro. Bisogna soprattutto poter fermarsi in tempo.
Pablo Picasso 

Testa, olio su tela - Gianluca Salvati 2007

venerdì 15 novembre 2013

Pablo Picasso, l'idea e l'espressione | Una foto in bianco e nero del 1947

Quando ho trovato qualche cosa da esprimere, l'ho fatto senza pensare al passato o al futu­ro. Non credo di aver usato elementi radicalmente differenti nelle mie differenti maniere; se i soggetti che ho voluto esprimere mi hanno suggerito dei differenti modi di espressione non ho mai esitato ad adottarli. lo non ho fatto esperimenti né prove. Quando ho qualche cosa da dire, la dico nel modo che mi sembra più naturale. Motivi differenti, inevitabilmente richie­dono differenti metodi di espressione. Questo non implica evoluzione o progresso ma adat­tamento dell'idea che uno vuoi esprimere ai modi per esprimere quest'idea.

Pablo Picasso 1947

martedì 8 gennaio 2013

venerdì 12 ottobre 2012

Roberto Tassi - Nicolas de Staël | Pittura figurativa e pittura astratta

Ogni volta il miracolo si ripete; de Staël ci sorprende, ci irretisce, naturale come un fiume che scorre o un albero che mette le foglie, e meditato, profondo, ricco di pensiero, sempre attentissimo a deporre il colore, e a costruirne forma e spazio, con una precisione quasi ossessiva di stesura e di rapporti.
[...] Prat ha esposto così l’arte francese ad uno dei suoi culmini in questo secolo, mescolanza di passione e di razionalità, trapassata di luce, solidamente costruita e lieve, volante quasi, nella tenerezza dei colori e dello spirito.
[...] Non si dà per Nicolas de Staël una contrapposizione tra astratto e figurativo, lui stesso scriveva nel 1952: “una pittura dovrebbe contemporaneamente essere astratta e figurativa”.
Nicolas de Staël lavorava sui limiti, dell’astratto, del figurativo, di questi vaghi concetti a posteriori. Dobbiamo riuscire a capire cosa intendesse dicendo: “Io sono unico solo per questo balzo che riesco a mettere sulla tela con più o meno contatto”. Cioè vita, energia, esplosione, anima, racchiuse nel quadro, che colpiscono chi guarda a lungo; perfezione inventata di colore, di luce, di soggetto, di rapporti, di spazio, di immediatezza, di meditazione.
Jean Luis Prat si chiede nel catalogo: “Tra la pittura figurativa e la pittura astratta, o detto altrimenti, tra la pittura di soggetto e quella di idea, non c’è posto per definire una via differente, un altro pensiero, un’altra sensibilità?”. Questo è il posto di de Staël che cammina sugli estremi della grande creazione.