domenica 4 novembre 2012

Wisława Szymborska, la poetica

La chiave per comprendere il suo stile sono le sue variazioni sovversive sulla retorica familiare, quando entra in un dibattito già avviato o risponde a una storia ben conosciuta con una prospettiva sorprendente.
È soprattutto una grande illusionista che sa far apparire il fenomeno più banale come un miracolo. Ci fa vedere ogni cosa, sia le grandi sia quelle piccole, sia gli esseri umani che la storia, con occhi nuovi e acuti.
[...]  L’unica disputa che ritiene degna è la creazione di un’arte che sia abbastanza forte da sopravvivere nel cuore delle persone sensibili. E questo è sicuramente il caso delle sue poesie.
Il periodo storico che più le è vicino è il barocco: l’età dei paradossi e della molteplicità, della fuga e dell’umorismo macabro.
Spesso sceglie i suoi motivi da questo periodo. Può trattarsi di un animale mitologico e della sua consapevolezza lineare, di un mucchio di sabbia con le sue condizioni esistenziali. Il suo metodo è la negazione, spesso doppia o tripla. Scettica per natura, vuole sempre vedere le cose almeno sotto sei diversi punti di vista.
Gabi Gleichmann


Lucia Veronesi